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Il Vermentino più conosciuto di Argiolas, la grande cantina di Serdiana. Fresco e sapido, nato per il pesce.
I Vezzelli fanno Sorbara a Sorbara dal 1958, oggi con la terza generazione. Un Lambrusco chiaro, profumato e sapido.
La Pazzaglia è guidata dalle sorelle Verdecchia nella Valle del Tevere, al confine con l'Umbria, e lavora soprattutto il Grechetto. Un bianco fresco da tutti i giorni.
Le bollicine della linea Casa Farive di Cantine Vedova, cantina di Valdobbiadene che fa Prosecco dagli anni Cinquanta.
Gillardi, noti per i Barolo, coltivano Nebbiolo anche a Farigliano. Diciotto mesi in botte grande per un Langhe Nebbiolo elegante.
I Nicolucci fanno Sangiovese a Predappio da generazioni. Il Tre Rocche è il loro vino di tutti i giorni: fresco, sapido, da tavola romagnola.
Il Bolgheri Rosso di Guado al Melo, dalla piccola valle della Fossa di Bolgheri. Speziato e succoso, un ottimo ingresso nei rossi bolgheresi.
Cortine è la tenuta di San Donato in Poggio della Pieve di Campoli, con vigne di oltre cinquant'anni. Un Chianti Classico di territorio.
La bollicina di punta di Villa Rinaldi, con il vino base affinato in barrique: una scelta che la casa ha fatto per prima nel 1979. Uno spumante da tutto pasto.
La famiglia Borghetti coltiva le stesse colline di Marano dai primi dell'Ottocento, a 450 metri. Un Valpolicella Superiore secco e di carattere.
Un castello del 1256 nel cuore del Chianti, a Gaiole. Chianti Classico biologico, fresco e succoso.
La Croatina è il rosso popolare dei colli tra Piemonte e Lombardia. Boveri, noto per il Timorasso, ne fa una versione succosa e vellutata.
La Bussia di Fenocchio nell'annata 2020: Nebbiolo di Monforte vinificato in modo tradizionale.
Il Barolo del cru di casa, la Bussia di Monforte, fatto alla maniera classica: macerazioni lunghe e solo botti grandi.
Il Lagrein è il rosso tipico di Bolzano. Waldgries, maso citato già nel 1242, lo fa morbido e profumato, con una parte di grappoli interi.
Maison di famiglia a Cramant dal 1932. Un blanc de blancs grand cru teso e gessoso, con un dosaggio molto basso.
Il Montepulciano d'Abruzzo della linea classica di Collefrisio: fruttato, di buona struttura, perfetto con gli arrosticini.
Un Syrah siciliano d'altura, coltivato a oltre 700 metri sopra Palermo. Speziato e fresco, senza legno.
La Spergola è un vitigno bianco antico delle colline reggiane, quasi scomparso e oggi recuperato. In bollicina è fresca e sapida, da aperitivo o con il pesce.
La Barbera di Cascina Francia, vendemmiata a mano e affinata in botti grandi come i Barolo di casa. Frutto scuro, struttura e tanta freschezza.
Viene dalla vigna di Cascina Francia, a sud di Serralunga, la stessa da cui nasce il Monfortino. Circa quattro anni in botte grande prima dell'imbottigliamento.
Il cru che Conterno ha acquistato a Serralunga d'Alba, poco a sud di Cascina Francia. Un Barolo denso e profondo, con la sapidità tipica di questo versante.
Nebbiolo dalla parcella di Arione che resta appena fuori dai confini del Barolo, reimpiantata da Conterno nel 2017. Stessa mano e stesse botti grandi dei Barolo di casa: c'è chi lo chiama un Barolo in tutto tranne che nel nome.
Il Barolo che Conterno produce solo nelle annate migliori, con le uve di Cascina Francia a Serralunga d'Alba. Macerazione lunghissima e sei-sette anni in botte grande prima di uscire. Prezzo su richiesta: scrivici su WhatsApp al 348 721 7022.
Il Barolo che Conterno produce solo nelle annate migliori, con le uve di Cascina Francia a Serralunga d'Alba. Macerazione lunghissima e sei-sette anni in botte grande prima di uscire. In magnum, una bottiglia da collezione. Prezzo su richiesta: scrivici su WhatsApp al 348 721 7022.
Sangiovese di Montalcino lavorato senza scorciatoie: lieviti indigeni, nessun controllo della temperatura, anni in botte grande di Slavonia e nessuna filtrazione. Ogni bottiglia è numerata. Prezzo su richiesta: scrivici su WhatsApp al 348 721 7022.
Il Valpolicella di Romano Dal Forno non assomiglia a nessun altro: uve appassite, tre anni in barrique nuove e tempi lunghissimi. La magnum esce sul mercato tre anni dopo la bottiglia normale.
La Riserva che Fenocchio ricava dalla Bussia, il cru di casa a Monforte d'Alba. Botti grandi di Slavonia e un'attesa lunga prima dell'uscita: in magnum è una bottiglia da tenere in cantina ancora per anni.
Mezzo ettaro sul Cannubi, con viti di circa 45 anni su marne sabbiose. Fenocchio lo lavora alla vecchia maniera: quaranta giorni di macerazione e tre anni in botte grande. In magnum ha tutto il tempo per crescere.
Glera dalle colline di Colbertaldo di Vidor, nel cuore del Conegliano Valdobbiadene. Un Prosecco Superiore secco e sapido, che funziona sia all'aperitivo sia a tavola.
Barbera d'Alba Superiore dalle vigne di Verduno, affinata 18 mesi in botti da 25 ettolitri. Piena e fresca: il produttore consiglia di stapparla mezz'ora prima di servirla.
La cantina più antica di Gattinara, fondata nel 1906 e dal 2018 nelle mani di Roberto Conterno. Nebbiolo da quattro vigne su suoli vulcanici, circa tre anni in botte grande.
Un solo vigneto a Verduno, in località Neirane, per un Langhe Nebbiolo di stampo classico. Un anno in legno, sorso asciutto e vellutato: un buon modo per conoscere il Nebbiolo di Verduno senza spendere troppo.
Nebbiolo di Gattinara spumantizzato in rosa, senza dosaggio, dopo quattro anni sui lieviti. Il nome ricorda Thomas Jefferson, che nel 1787 bevve il suo primo Gattinara. Ne escono poche migliaia di bottiglie.
Sangiovese di Scansano fatto in acciaio e cemento, con un breve passaggio in legno. È il Morellino di Roccapesta da bere giovane: profumato, fresco e facile da abbinare.
Il metodo classico di casa Giacosa nasce da uve dell'Oltrepò Pavese e resta più di trenta mesi sui lieviti. Dosaggio bassissimo, bollicina fine e un finale appena amaricante che lo porta volentieri a tavola.